“DoppioTempo è un’agenda per allenarsi ad ascoltare, comprendere e vivere con maggiore consapevolezza la nostra quotidianità e quella delle persone che incontriamo.
Giorno dopo giorno conosciamo il tempo delle donne, scandito nelle tappe più significative delle pari opportunità e scopriamo i tempi delle donne, in dodici storie straordinariamente normali.”

LA RAGAZZA CHE SUSSURRA ALLE PECORE
Mettila di fronte ad una sfida e gli sarebbero venute una, due, tre idee, forse di più. Si potrebbe parafrasare così, la storia di Katy Mastorci, toscana di origini, con radici venete ben radicate, trentasette anni, due bambini (di cinque anni e venti mesi), un marito, Laurea e Dottorato in Biotecnologie ed un’Azienda agricola bio innovativa – l’unica che lo scorso anno è stata in grado – nella Pedemontana trevigiana, di accedere ai contributi del PSR (Programma Sviluppo Rurale) per il “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole”.
QUEL LAVORO IN UFFICIO: COL PENSIERO FISSO DELLA RESPONSABILITÀ
G.T.: si presenta così questa signora bionda, dallo stile casual ma elegante, che accetta di parlare di sé in un momento di grande stanchezza. Lo fa perché si fida, ed è convinta che sia giunto il momento di liberarsi di certi tabù, di infrangere le regole del perbenismo e di non tenersi dentro certi macigni. Per il bene delle altre donne e per dare un segnale concreto: libertà è anche poter parlare dei propri problemi e delle malattie scomode.
SI PUÒ SEMPRE RIPARTIRE (DA ZERO)
Si può sempre ripartire: da zero, a quarantatré anni, con tre bambini piccoli, senza casa, senza lavoro con una separazione ancora fresca e in una nuova città. A provarlo è Chiara, che ci racconta la sua storia al termine di una delle prime giornate del suo nuovo lavoro, appena trovato, grazie ai colloqui con le Agenzie e ai consigli dello Spazio Donna.
QUEL PART-TIME IN NEGOZIO: LA DIGNITÀ RICONQUISTATA
I.C., queste sono le iniziali con cui questa signora mora, curata, gentile, si presenta all’appuntamento. La sua è una storia difficile, con un passato di grande sofferenza, segnata da una relazione sbagliata, da violenze fisiche e psicologiche, da corse al pronto soccorso, colloqui con gli psicologi ed i servizi sociali, referti sommari, sentenze tardive, debiti accumulati, contratti brevi e precari, ma è anche una storia di speranza, di fatica, di dignità riconquistata, di amore per il lavoro nel mondo del commercio e per la figlia.
C’È SEMPRE UN LATO BELLO DELLA VITA: BASTA SAPERLO TROVARE
“Avrei potuto raccontarti la mia vita al contrario, ma te la racconto così, con semplicità, iniziando dalle cose belle e non da quelle brutte. C’è sempre un lato positivo in tutto”. È questa la lezione magistrale di Raffaella Bagni, quarantotto anni, tre figli, infermiera, tre fratelli, un divorzio, una convivenza, originaria di Recanati, trevigiana di adozione, oggi felicemente single.
GETTARE IL CUORE OLTRE L’OSTACOLO
Vita ha quarantasei anni, una casa in periferia, un lavoro da commerciale in azienda, un marito – Lino – due figli una ragazza (di sedici anni) un ragazzo (di quattordici) cui si è aggiunto da due anni circa il terzo figlio affidatario. “Non siamo la famiglia del Mulino Bianco” – tiene a precisare Vita – “sono semplicemente una donna fortunata.
SOGNANDO CHIELLINI, INSIEME OGNI GIORNO
Simona ha quarantotto anni, alta e con occhi scuri ed intensi, fa la parrucchiera a Treviso da quando ne aveva sedici, ha mani d’oro, tocchi fatati, visioni anticipatorie ed una naturale propensione al bello ed al buono. Con un mix di eleganza, stile personale e naturalezza, trasforma i volti con semplicità e colora le chiome, nasconde i difetti ed esalta i pregi, sa confortare e motivare al cambiamento, comprende le timidezze e sa rapportarsi con chiunque.
CAPITA ANCHE NELLE MIGLIORI FAMIGLIE
La storia di Betti è la storia di una bella ragazza, giovane e precoce, piena di vita e di speranza, iniziata a quattordici anni, dopo la morte prematura ed improvvisa della mamma, a soli quarant’ anni e proseguita poi, a diciott’anni e fino ad oggi, con una gravidanza inaspettata, un matrimonio solido ed una gioventù che rincorreva divertimento e spensieratezza.
L’AZZURRO DEGLI ASINI
L’Azzurro degli Asini non è solo l’evocativo titolo di un’Associazione, ma è la storia che racchiude la vita di Lisa – infermiera in forza alla terapia intensiva – prestata a un grande progetto dedicato all’amore ed al rispetto degli animali che dialoga con il variegato mondo delle persone fragili.
IMPARARE AD AMARSI, ANCHE CON LA MALATTIA
Giovanna a undici anni era già orfana di padre, a quattordici era già al lavoro come operaia in regola, a trentadue conquistava – grazie alle scuole serali – il Diploma di Dirigente di comunità, a cinquantotto anni – dopo anni di assistenza alla madre ed un percorso lavorativo nel mondo della sanità – ha fatto pace con il morbo di Parkinson, la malattia neurodegenerativa con la quale convive da nove anni.
UNA NONNA STAGISTA: RINASCERE IN PENSIONE
La storia di Ornella è la storia di una nonna che ha saputo affrontare lutti, difficoltà e fasi della vita e che è sempre stata pronta a riemergere. È una delle rare persone che hanno avuto la fortuna di poter nascere e vivere sempre nella stessa casa – quella dei genitori – grazie ad intelligenti divisioni: una graziosa villetta a San Zeno. È la prima dei tre figli e, come spesso accade, è dovuta andare a lavorare presto per permettere ai più piccoli di proseguire gli studi.
CE N’È PER TUTTI I GUSTI
La storia di Elisabetta – in arte Bettina – è una storia di coraggio, creatività, passione e fantasia. Bettina ha cinquantatrè anni, un marito, due figli adolescenti ed un’attività imprenditoriale: crea, produce e commercializza biscotti, sia dolci che salati nel trevigiano.