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2022

MOLTO PIÙ DI UNA MAMMA

MOLTO PIÙ DI UNA MAMMA
Claudia non è solo una mamma coraggio. Sarebbe una definizione scontata e semplicistica. È una donna che da oltre 40 anni vive con un dramma umano che a qualsiasi persona farebbe paura ma che lei è riuscita a trasformare in una straordinaria vicenda d’amore e resilienza. Claudia non se li sente i suoi 85 anni, per lei il tempo si è fermato a qualche decennio fa, quando era una giovane mamma, con i suoi tre figli, tutti in scala e vicini di età, nati nella prima metà degli anni ’60. Oggi si chiamano i baby boomers, hanno tutti passato i 50 ma per lei sono solo i suoi ragazzi Michele, Roberto e Anna. Claudia porta sul volto i segni del tempo e della sofferenza, ma coi suoi capelli bianchi e curati, col sorriso sincero, sprigiona forza, dignità, bellezza, una rara e innata eleganza. La vita scorreva serena negli anni ‘60 e ‘70 a Zero Branco: un bravo marito, l’azienda di famiglia, tre figli, scuole al Pio X, amici, casa, lavoro, vita ritmata in un paese in cui non mancava nulla. C’era il lavoro, l’amore, la salute: i sogni di ogni famiglia.
Eppure, la disgrazia è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, una reazione avversa a quel vaccino antipolio che in quegli anni ha salvato migliaia di vite ma che ha portato con sé qualche disgrazia. “Subito – racconta Claudia – mi sono accorta che qualcosa non andava. Anna faceva le medie al Pio X, ho visto che trascinava la gamba. Poi le crisi epilettiche. All’inizio non capivamo, poi i dubbi sono diventati realtà e mi sono trovata immersa in una vicenda che non mi ha lasciato scampo: i motoneuroni sono stati compromessi. Stesso DNA: il primo figlio non ha avuto alcuna reazione, gli altri due sì. Da quel giorno è iniziato un progressivo calvario, siamo andati perfino in Francia, a Marsiglia, nel più grande centro medico internazionale dedicato al problema. Siamo passati di dottore in dottore, di controllo in controllo. Abbiamo avuto i nostri medici di base che negli anni ci hanno seguito egregiamente: il dottor Cappelletto prima, poi il dottor Spigariol”. Oggi Roberto e Anna vivono in sedia a rotelle, convivono con una paralisi e con la nutrizione artificiale ma trascorrono giornate serene grazie a un’organizzazione infallibile che solo una famiglia eccezionale e una madre straordinaria sono riuscite a mettere in moto. L’aiuto diurno nel centro di assistenza, i volontari che ritirano e accompagnano col pulmino, le ore di attività col personale esperto, i pomeriggi a casa, in poltrona, in un ambiente comodo, accogliente, ordinato, dove tutto è stato modificato per accogliere agevolmente la disabilità e garantire l’assistenza necessaria. La nutrizione è artificiale solo al mattino, ma quando sono a casa i sapori sono quelli della cucina di mamma. “Frullo tutto – spiega Claudia – oggi anche per loro la pasta con le zucchine”. Claudia ha una figura esile ma mani sicure e competenti, conosce alla perfezione come si manovra una carrozzina, maneggia con disinvoltura qualsiasi dispositivo medico e conosce tutte le terapie. Ce la fa da sola, ha solo un aiuto per le pulizie e il supporto temporaneo di una donna per qualche spostamento. Per il resto, conta sulle sue incredibili forze e sull’aiuto del primo figlio, che si è costruito una bella famiglia, conduce l’azienda paterna con i figli e gli amatissimi nipoti. “Siamo una bella famiglia, ho i nipoti che passano a salutarci, sono già diventata bisnonna. Passiamo dei bei Natali”. Sveglia all’alba tutti i giorni per essere pronta a garantire in tempo utile lavaggi accurati, vestizioni, spostamenti, somministrazione delle medicine. Casa perfetta, spesa sempre pronta, giardino curato, orari cadenzati. In quell’organizzazione c’è tutto l’amore di una mamma, tutta l’accettazione di un dramma che ha sicuramente fatto paura ma che oggi si presenta con una straordinaria normalità e restituisce a tutti una meravigliosa idea di amore e accettazione. E a chi dice che quella vita non ha senso, potrebbero bastare le partite di calcio viste in compagnia, le lacrime di commozione quando vince l’Italia, il piacere di una visita, le ore trascorse insieme nella bella terrazza fiorita, le foto in soggiorno di quando, felici, trascorrevano le vacanze al mare, accompagnati dai volontari. In casa le stagioni scorrono senza ferie. Ma quando Claudia ti dice: “sai, prima che tu vada via ti faccio vedere le mie terrazze: qui davanti, con la pergola, ho il bosco e la montagna; di là, con l’acqua e la fontanella, ho il fresco e il mare, non mi manca nulla”. Allora sì, capisci che Claudia è un gigante che sa andare ben oltre la dimensione del tempo, ben oltre la ricerca di ferie e la rincorsa vuota delle stagioni, vive il pieno di un rapporto “coi suoi ragazzi”, in un legame che si rinnova ogni giorno e che ribadisce il valore profondo di una famiglia. Claudia ha superato la perdita del marito, scomparso prematuramente a soli 62 anni, ha affrontato il Covid con forza e non è mai stata una No vax, ha accettato la disabilità, sa guidare il pulmino (anche se dice “da quando ci sono tutte queste rotonde non mi trovo bene…”), tiene perfettamente la casa, ha sempre il sorriso e meravigliosi capelli bianchi con le sfumature argentate. Claudia è molto più di una mamma. È una forza inesauribile che riesce a cambiare il mondo.